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La mozzarella ha una forma tondeggiante, la sua superficie è liscia, lucida, di colore bianco porcellana. Al taglio non deve presentare occhi, mentre sono frequenti le aperture schiacciate, tra foglio e foglio di pasta; non deve assumere tonalità tendenti al giallo, indicativo della presenza di latte di vacca. Di solito la mozzarella presenta una buona sierosità, che spesso ne indica la freschezza; l’aroma è quello dei fermenti lattici, il sentore è muschiato, il sapore caratteristico.
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Il peso oscilla fra 50 e 500 grammi. Alla masticazione, la mozzarella ottenuta di fresco presenta un’elasticità simile alla gomma: il profumo è ottimo, la consistenza molto elastica e dura; per apprezzarne le proprietà è consigliabile consumarla entro qualche giorno dalla preparazione. In passato le stagioni migliori per produrre mozzarelle erano l’autunno e l’inverno, mentre oggi il prodotto più pregiato si ottiene in tutte le stagioni e a qualsiasi temperatura.
Da un punto di vista tecnico, la mozzarella di bufala campana è un formaggio a pasta filata molle, è crudo, perchè il latte da cui è ottenuta viene riscaldato a una temperatura che non supera i 37° C. A coagulo ottenuto, con aggiunta di presame (caglio naturale e acidità di fermentazione), la cagliata viene lasciata nel siero a subire un’acidificazione naturale (la cagliata ”matura” con un processo biologico). La maturazione è molto rapida, in quanto può essere consumata entro 12-48 ore dalla lavorazione. Nel corso dei secoli all’originario latte si è mescolato quello di vacca: quando, per ragioni storiche, gli allevamenti di bufala si ridussero di numero, la mozzarella fu a volte prodotta anche con il solo latte di vacca. La vera mozzarella è però solo quella ottenuta dal latte di bufala, identificabile dagli specifici e distintivi sapore e aroma.
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Il più tipico dei latticini campani si conferma oggi parte integrante della dieta di tipo mediterraneo, dove cultura, tradizione e sapiente lavoro artigianale si fondono in un mix di sapori autentici e ineguagliabili. Facilmente digeribile, con un ridotto contenuto di zuccheri, colesterolo e lattosio, la mozzarella di bufala campana è anche un’ottima fonte di proteine ad elevato valore biologico e, a differenza di altre tipologie di formaggio, si caratterizza per un moderato apporto di acidi grassi saturi. Inoltre presenta un buon bilanciamento delle varie frazioni lipidiche, con un apporto anche di apprezzabili quantità di acidi grassi insaturi ed essenziali. Il consumo della mozzarella di bufala è consigliato anche in gravidanza, nonché quale integrazione di acido folico in presenza di danni cardiovascolari da iperomocisteinemia. L’apporto decisamente basso di sodio la rende preferibile alla mozzarella di vacca e ad altri tipi di formaggio in tutte le situazioni patologiche che implicano la restrizione di questo elemento (un caso tipico è l’ipertensione arteriosa). Da un punto di vista dietetico, il consumo di 100 grammi di mozzarella corrisponde all’ingestione di circa 26,4 grammi di grasso e 16,1 grammi di proteine.
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Nel maggio del 1993 è stata riconosciuta in Italia la denominazione di origine “Mozzarella di Bufala Campana”; i caseifici presenti nell’area geografica di riferimento devono impiegare esclusivamente latte di bufala proveniente da capi allevati in zona, e trasformarlo in loco secondo le regole dettate dal disciplinare. Per considerarsi conforme alla normativa, ogni confezione di Mozzarella di Bufala Campana DOP posta in commercio deve riportare le seguenti indicazioni:
-dicitura completa “Mozzarella di Bufala Campana”;
-presenza del logo “Mozzarella di Bufala Campana” riportante gli estremi di legge (D.P.C.M. 10/05/1993 e Reg. CE 1107/96), e il numero di autorizzazione rilasciato dal Consorzio di Tutela;
-eventuale presenza del logo comunitario DOP;
-dicitura “Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ai sensi dell’art. 10 del Reg. CEE 2081/92”.
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